La
presenza di un fiume navigabile è stata una delle concause che portarono alla
scelta dell'area dove fondare la nuova colonia nel 181 a.C.: la realizzazione
di punti di approdo attrezzati appare pressoché contemporanea, come anche la costruzione
del Canale Anfora, destinato a regolare i flussi delle acque in relazione alle
maree. Le barche potevano risalire la corrente anche tramite alaggio, ossia attraverso
il traino con funi lungo appositi percorsi, le viae helciariae, delle quali
sono state riconosciute le tracce.
Recentissimi
studi interdisciplinari hanno fatto emergere aspetti di notevole interesse inerenti
la portualità di Aquileia romana, specie per quanto concerne il rapporto con l'idrografia
della zona. Nel quadro de lineatosi,
il Porto repubblicano e proto- imperiale era posto più a occidente di quello attualmente
visibile, in relazione allo spostamento del fiume verso Est: il canale Anfora
era ad esso collegato da un sistema basato su corsi d'acqua e canali artificiali.
Nella zona di Monastero, a nord del porto fluviale, sono stati scoperti tre ponti,
uno dei quali di notevoli dimensioni; in località S. Stefano, subito a Nord del
Foro, si è evidenziata la presenza di un canale fornito di banchina. In base
a quanto riscontrato era possibile circumnavigare il perimetro cittadino. |